Una splendida avventura…

Il ratto è un piccolo mammifero che viene spesso sottovalutato come pet, ma che invece ha grandi potenzialità nella costruzione di una relazione ricca e profonda. Questo piccolo roditore, per quanto goda di una vita breve (due anni e mezzo, tre anni circa), ha una socialità talmente sviluppata e forte da stringere una relazione molto forte con la famiglia di adozione in pochissimo tempo. La mente di un ratto viaggia ad una velocità notevole e questo lo rende molto rapido nell’apprendimento, soprattutto se sfruttiamo ciò che gli piace per insegnargli giocando con lui.

IL RATTO ANIMALE PREDA

I ratti sono animali preda e questo conferisce loro alcune caratteristiche specifiche: le prede sono dei grandi strateghi. Una preda, per sopravvivere in natura, deve saper programmare una strategia di movimento nell’ambiente che la circonda: per questo motivo i ratti hanno una incredibile memoria spaziale ed elevate motivazioni esplorativa, perlustrativa e solutoria.

Un ratto riesce a memorizzare in pochi minuti le dimensioni e i confini di uno spazio, come una stanza, e la disposizione di tutti gli oggetti che vi si trovano disposti. Questo è fondamentale perché, se dovesse sopraggiungere un pericolo che richiede la fuga  immediata, egli saprà quale strada percorrere per arrivare ad un rifugio sicuro in poco tempo e rendendo la caccia difficile ad un eventuale predatore. Grazie alle elevate motivazioni esplorativa e perlustrativa infatti un ratto, quando entra in un ambiente sconosciuto, come prima cosa lo perlustra in lungo e in largo,seguendo un metodo che gli permette di mappare l’ambiente, ed esplora tutti gli oggetti che vi sono disposti per valutarne il possibile utilizzo.

LE MOTIVAZIONI DEL RATTO

Cosa sono le motivazioni? Sono cose che ci piace fare e in cui siamo bravi, e che quindi tendiamo a proporre e a ricercare nel nostro ambiente di vita e nella quotidianità. Alcune di queste motivazioni sono definite dalla nostra storia evolutiva, ad esempio l’uomo, in quanto discendente da uomini preistorici raccoglitori, presenta una elevata motivazione sillegica (di raccolta): chi non ha mai raccolto conchiglie sulla spiaggia o collezionato figurine per completare un album?

La motivazione esplorativa è il desiderio di esplorare oggetti e comprenderne la struttura, la motivazione perlustrativa invece riguarda la conoscenza degli spazi di vita, ad esempio  la perlustrazione di una stanza o di un prato. La motivazione solutoria, infine, è il desiderio e il piacere di risolvere rompicapo e problemi. Queste tre motivazioni sono elevate nel ratto proprio in virtù della sua natura di preda. La motivazione sillegica, invece, è elevata come caratteristica di specie: i ratti raccolgono e stivano ciò che per loro ha valore portando questi oggetti in un luogo sicuro. Non hanno una motivazione sillegica elevata come quella dei criceti ma comunque è ben rappresentata in questa specie.

Le motivazioni si allenano: esse infatti sono rappresentate, a livello di cervello, da gruppi di neuroni. I neuroni si rinforzano e aumentano le loro connessioni con altri gruppi di neuroni quanto più vengono utilizzati e ne consegue che, quanto più un ratto si impegna in attività riguardanti una determinata motivazione, tanto più diventerà bravo in esse, tenderà a ricercarle e a proporle.

Il profilo motivazionale di un ratto è caratterizzato, appunto, da un’elevata motivazione sociale, affiliativa, esplorativa, perlustrativa e solutoria. Questo vuol dire che i ratti amano esplorare oggetti nuovi, perlustrare spazi, risolvere rompicapo (problem solving) ed amano fare tutto questo insieme ai loro proprietari. Non solo: proporre e impegnarsi insieme al ratto in attività di esplorazione, perlustrazione e soluzione di problemi aumenta il legame affettivo con esso ed arricchisce la relazione uomoratto.

IL GIOCO DEVE STRUTTURARSI IN BASE ALLE MOTIVAZIONI, ED ESSERE DIVERTENTE PER IL RATTO

 

FARE ATTIVITÀ INSIEME FAVORISCE LA FIDUCIA E RAFFORZA IL LEGAME

 

L’IMPORTANZA DEL GIOCO

Giocare con un ratto permette di rendere ciò che facciamo insieme più leggero, divertente, piacevole e quindi favorisce la fiducia che egli riporrà in noi e rende più profonda la relazione con lui.

E’ estremamente importante che l’obiettivo delle attività che proponiamo al nostro ratto sia uno solo: divertirsi insieme. Senza divertimento si esce dal gioco e si entra nell’obbligo, nel dovere:nessun ratto vive per lavorare come invece fanno alcuni esseri umani e, se costringiamo il nostro ratto a fare qualcosa che non gli piace, non lo diverte o non gli da soddisfazione molto presto acquisiremo le caratteristiche delle attività che proponiamo, diventando noi stessi pesanti, noiosi, pressanti ed insistenti.

E’ importante che impariamo a leggere le emozioni del ratto con cui viviamo, per comprendere quando si sta divertendo: in questo modo saremo sicuri di non stare divertendoci – e quindi giocando- da soli, bensì insieme a lui.

UN RATTO CHE SI DIVERTE È RILASSATO, I MUSCOLI NON SONO CONTRATTI, IL NASINO ED I BAFFI SI MUOVONO MA NON TROPPO VELOCEMENTE, È CURIOSO, ESPLORA E ANNUSA, E NON SI MUOVE A SCATTI MA IN MODO FLUIDO.

 

GIOCARE CON IL RATTO

Poiché i ratti amano esplorare, perlustrare e risolvere problemi possiamo proporre giochi che siano in linea con queste motivazioni: ad esempio esplorare insieme un oggetto nuovo toccandolo noi e poi aiutando il ratto ad esempio tenendolo fermo mentre ci sale o ci entra, oppure distribuendo piccoli premi in cibo (minuscoli pezzetti di qualcosa che utilizzeremo soltanto per giocare insieme e di cui il ratto è goloso) dentro, attorno, sopra e/o sotto l’oggetto da conoscere. Possiamo poi posizionare più oggetti ed immaginare un percorso che li colleghi, e guidare il ratto lungo di esso. Infine possiamo offrire al ratto dei piccoli rompi-capo, ad esempio una piccola scatola da aprire o un premio sotto un bicchierino di carta.

GIOCARE CON UN RATTO CI PERMETTE DI COMPRENDERLO MEGLIO E DI ALLENARCI NELLA COLLABORAZIONE, MIGLIORANDO LA VITA INSIEME.

 

Le regole del gioco sono semplici:

• Non tiriamo in lungo il gioco, fermiamoci quando il nostro amico ha ottenuto un successo, facendogli ovviamente molti complimenti e gratificandolo magari anche con un buon bocconcino.

• Non chiediamo insistentemente al ratto di fare qualcosa, facciamola noi e facciamogli i complimenti quando si lascerà coinvolgere partecipando anche lui.

• Proponiamogli giochi che sappiamo sarà in grado di fare, magari con un piccolo aiuto da parte nostra.

• Teniamo sempre in considerazione il fatto che il nostro aiuto, per essere tale, deve essere dosato saggiamente: non risolveremo un problema se il ratto non riesce a farlo da solo ma ne ridurremo il grado di difficoltà. Ad esempio possiamo posizionare un premio in modo che spunti leggermente dal bicchierino di carta invece di nasconderlo completamente sotto, quando iniziamo a giocare.

 

 

di Marzia Possenti, DMV esperto in comportamento e in medicina dei piccoli mammiferi e uccelli

The Rat Press – Rivista Italiana del Ratto da Compagnia

https://www.facebook.com/ratrescueitalia/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...