L’Oasi…  2007 –  2017

 

Domenica 23 ottobre ho trascorso alcune ore all’Oasi. Avevo in mente una visita già da qualche tempo perché volevo costatare di persona lo svolgimento delle attività di volontariato, ovvero una giornata di servizio in mezzo ai gatti.

Il mio contributo come volontaria è recente e non è, indubbiamente, una delle colonne portanti dell’Oasi, diversamente del volontariato quotidiano svolto da Ombretta, Emma e Luca.

Come si svolge la vita all’Oasi?

Non ci sono turni, ma ci sono compiti, nel senso che alcuni si dedicano quotidianamente all’Oasi e altri promuovono/organizzano iniziative indispensabili per il mantenimento dell’associazione (anche i volontari del quotidiano sostengono queste iniziative: raccolte cibo, presenze fiera, ecc.)

Vorrei raccontare quello che ho visto domenica in una giornata tipo.

I volontari arrivano con le pappe già pronte. Ma che bontà di pappe! Croccantini, scatolette, e… pollo, sardine e/o platessa lessi oppure carne tritata e delle volte anche formaggino. Per completare il pasto una porzioncina di gourmet per ciascuno in piccole ciotole (il dolcetto!).

Mentre gli oasini mangiano in cortile, qualcuno ha già svolto un lavoro molto importante. Ci sono le lettiere, ma i gatti tendono a usare alcune parti dell’oasi come lettiere personali (uno spazio specifico di terra fresca). Quindi, bisogna raccogliere i loro rifiuti fisiologici, lavoro che dura all’incirca un’ora e mezzo.

Naturalmente c’è molto altro da fare: pulire e sistemare le casette, pulire le ciotole e cambiare l’acqua, assicurarsi che le cucce siano pulite, lavare le coperte oppure sostituire il materiale vecchio e logore o sistemare qualche casetta rovinata, tagliare l’erba, curare gli alberi e sistemare il recinto.

Un altro aspetto importante è controllare il comportamento dei mici per individuare eventuali disagi dovuti a ferite, perdite, infezioni, vomito, malessere (apatici o introversi) o, malattie (calo dell’appetito, perdita di peso).

Bisogna cogliere i sintomi e quando è necessario contattare il veterinario.

Ci sono anche momenti particolari che lasciano un’impronta nel cuore: quando qualcuno muore per vecchia o malattia.

I mici sono molto affettuosi, si avvicinano e cercano il contatto; l’occasione si presta per ricoprirli allora di coccole e attenzioni.

L’Oasi fu inaugurata nel 2007. Sono dieci anni di servizio quotidiano svolto con amore e sacrificio (piogge, freddo, neve, caldo, insomma col bello e brutto tempo, sabati e domeniche comprese!) per i mici che non hanno una famiglia. Sono una squadra affiatata e pronta a dare il massimo.

Come amici dell’Oasi e dei mici possiamo altresì offrire il nostro apporto tramite donazioni, tesseramento, diventare socio oppure sostenere il progetto di adozione a distanza: “Adotti uno e aiuti tutti”.

Tutto quello che faremo è importante per rendere migliore la vita dei gattini e offrire il nostro appoggio ai volontari.

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